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Maurizio Castagna

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Omertà: quando il silenzio diventa complice

2025-05-17 08:17

Maurizio Castagna

Libertà,

Omertà: quando il silenzio diventa complice

Si parla tanto di omertà e, spesso, quella parola viene usata per giudicare il Sud. Ma oggi vi racconto di un silenzio che non ha nulla a che fare con la paura

Non so quale possa essere l'incipit del "pezzo" che mi accingo a scrivere. Perchè davvero non


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vorrei essere vinto nè dalla rabbia, nè dallo stupore nè, cosa assai più importante, dalla rivalsa e dalla acredine verso il popolo del nord di questo paese- quante persone stimabili e care, e forti e intelligenti conosco quassù- che, da sempre, punta il dito sull'omertà nei comportamenti della gente delle regioni del Sud in presenza di atteggiamenti mafiosi. Omertà diffusa certo, ma che fa i conti con una violenza senza pari, una malvagità che accompagna le più feroci vendette, i più malsani e brutali atteggiamenti aggressivi. Omertà che, il più delle volte, consente a chi non ha un'arma, nè il proprio coraggio folle e temerario a difenderlo, consente di salvarsi la vita. Anche se, moltissimi, quel coraggio folle e temerario l'hanno avuto e continuano ad averlo, rischiando la vita per tutti noi. Io, che quel coraggio non ho, e non avrò mai, ne scrivo con pudore, gratitudine e ammirazione.


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Ma cos'è, invece, questa omertà diffusa, servile, miserabile e collusa che ha consentito a un prepotente primario di radiologia di assumere comportamenti di tipo volgare, predatorio, vessatorio e intimidatorio? Badate, un ometto da quattro soldi, forte soltanto delle sue "conoscenze" e non certo un assassino con la lupara in mano. Omertà vile e interessata che ha consentito a questo sciatto individuo di palpeggiare, di ricattare, di imporre atteggiamenti intimi, fino a trasformare il suo studio in un alcova, e per 15 lunghi anni, nella civilissima Piacenza del vecchio Ducato? Non vi vergognate, infermieri e infermiere, medici e dottoresse, dirigenti e impiegati di aver subito con la speranza non foste, uccisi? Ma no! Semplicemente licenziati. O che vi foste impedito di fare le ferie nei giorni che avevate scelto. O che vi foste stato assegnato un turno di notte che non volevate. Per queste bassezze avete taciuto, vili. Doveva essere, e dopo, ripeto, 15 anni, una giovane dottoressa a rivendicare orgoglio ed etica personale, per portare questo lurido schifo alla luce.


E scrivete e puntate il dito contro la gente del Sud. Vergognatevi. Si vergognino le donne che hanno subito le avances dell'individuo, i loro colleghi maschi che, per carrierismo, non hanno denunciato e lasciate perdere la mia gente, da noi anche i vili hanno il coraggio che voi non avrete mai.


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Maurizio Castagna


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